La Poetica di Aristotele è una delle opere fondative della critica letteraria e della teoria estetica occidentale. Composta probabilmente intorno al IV secolo a.C., è il primo trattato sistematico che analizza la natura dell’arte poetica, in particolare della tragedia, definendone le caratteristiche fondamentali, gli scopi e le tecniche compositive.
Attraverso un linguaggio essenziale ma preciso, Aristotele distingue tra diversi generi poetici (tragedia, epopea, commedia) e ne studia gli elementi costitutivi: trama, carattere, pensiero, linguaggio, melodia e spettacolo. Il concetto chiave introdotto è quello di “catarsi”, ovvero la purificazione emotiva che lo spettatore sperimenta attraverso il timore e la pietà suscitati dalla tragedia.
Aristotele valorizza la verosimiglianza e la coerenza narrativa più della mera aderenza ai fatti reali, e offre un modello di struttura drammatica ancora oggi centrale per la scrittura teatrale e cinematografica: un inizio, uno sviluppo, una fine, con un intreccio articolato da riconoscimenti (anagnorisis), colpi di scena (peripeteia) e scioglimenti (lusis).
Questa edizione Laterza, con testo greco a fronte e introduzione critica, consente al lettore moderno di comprendere la portata filosofica e formale del pensiero aristotelico. Oltre a essere un documento storico fondamentale, la Poetica continua a offrire strumenti attuali per analizzare le opere narrative, teatrali e visive contemporanee.
Opera incompiuta (la parte sulla commedia è andata perduta), la Poetica rimane un caposaldo insostituibile per studiosi, filosofi, drammaturghi e lettori curiosi di capire “come funziona” il racconto.